Come donare Stampa

Chiunque volesse iniziare proprio domani a concretizzare la propria disponibilità verso gli altri può farlo venendo presso il Centro Raccolta Sangue delll' Ospedale di Narni   in via Cappuccini Nuovi - 1° piano seguendo le indicazioni Avis nei giorni di Lunedi- Mercoledi- Venerdi dalle 07.45  alle 09.00.

Qui sarete sottoposti a tutti i controlli per conoscere il vostro stato di salute attuale.
Il personale sanitario vi informerà su tutti gli esami sanitari ai quali sarete posti e dopo  sarete chiamati a fare la vostra prima donazione.

Per i donatori già iscritti all'Avis ricordiamo invece che prima di andare a donare di propria spontanea volontà di avvisare sempre la segreteria onde evitare affollamenti di donatori e non da ultimo per essere coperti dall'assicurazione  nel caso durante il tragitto da e per il centro di raccolta avvenisse qualche incidente.


IDONEITA' ALLA DONAZIONE

Il donatore viene sottoposto ad una valutazione clinica e laboratoristica in fase pre-donazione per escludere condizioni patologiche o fisiologiche , relative al sesso, età, peso corporeo, valore dell’emoglobina, riserve di ferro, esami strumentali (elettrocardiogramma, RX torace), tali che la donazione, o le ripetute donazioni, potrebbero essere dannose per l’organismo.
Grazie all’accurata selezione per un adulto sano la donazione di sangue non comporta alcun rischio.
I controlli e le visite effettuate a ciascun donatore prima di ogni donazione sono uno strumento di medicina preventiva, a tutela dello stato di salute e diagnosi precoce del donatore.


CHI NON PUO' DONARE IL SANGUE?



In rapporto al rischio di trasmissione di gravi malattie infettive, vi sono delle condizioni che impongono l'autoesclusione dalla donazione.       
Sono esclusi dalla donazione chi è, o è stato, affetto da particolari disturbi tra i quali ricordiamo malattie veneree, epatite virale, affezioni vascolari o cardiache, diabete, malattie croniche renali, ulcera. Le donne in età fertile possono donare sangue al massimo due volte all'anno, non debbono farlo durante le mestruazioni o la gravidanza e per un anno dopo il parto.


COME TUTELIAMO IL RICEVENTE


Attraverso la trasfusione di sangue si possono trasmettere malattie pericolose come l’AIDS o l’epatite virale.

Alcuni abitudini di vita espongono al rischio di contrarre queste infezioni e quindi di trasmetterle; poiché i tests diagnostici non sono sempre in grado d’identificare i soggetti infettatisi di recente (all’inizio di ogni malattia vi è quella che viene chiamata “finestra diagnostica”, vale a dire il lasso di tempo che intercorre tra il momento del contagio e quello in cui gli agenti patogeni o gli anticorpi possono essere evidenziati con gli esami di laboratorio, variabile da alcuni giorni ad alcune settimane) si rende necessario escludere dalla donazione , temporaneamente o definitivamente, le persone che hanno avuto dei comportamenti a rischio.
Fermo restando l'aiuto del medico trasfusionista, vincolato dal segreto professionale, a chiarire e valutare le specifiche situazioni, è doveroso autoescludersi per chi abbia nella storia personale le seguenti condizioni:

•  assunzione di droghe
•  rapporti sessuali non protetti con persone sconosciute negli ultimi sei mesi     
•  epatite o ittero
•  malattie veneree
•  positività per il test della sifilide (TPHA o VDRL)
•  positività per il test AIDS (anti-HIV 1)
•  positività per il test dell'epatite B (HBsAg)
•  positività per il test dell'epatite C (anti-HCV)

Queste esclusioni rendono ancora più importante la donazione da parte di tutti coloro che sono in grado di farlo!           
Oggigiorno la trasfusione di sangue intero è rara : il paziente riceve esclusivamente le componenti di cui ha bisogno in funzione del suo stato o della malattia di cui soffre.